A fronte di continui interventi sulla stampa e su pagine web di persone che per un motivo o l'altro dichiarano di parlare a nome del PDL di Castellanza si rende necessaria una doverosa e categorica precisazione.La sezione cittadina del Partito del Popolo della Libertà ha dei coordinatori pro tempore che sono Raffaella Radaelli ed Emanuele Abruzzo. I coordinatori, in-sieme ai direttivi dei tre partiti confluiti nel nuovo soggetto, decidono quali sono le politiche e le iniziative da affrontare.A tal proposito si ribadisce la ferma e piena fiducia a questa amministrazione e la ferma volontà di tenere fede all'accordo di alleanza fatto nel 2006 con la Lega Nord. La sezione cittadina si dissocia in maniera assoluta e categorica dalle dichiarazioni comparse in questi giorni! Tali esternazioni sono da consi-derarsi solo ed esclusivamente considerazioni personali non riconducibili al pensiero politico del PDL cittadino! Nessuno e per nessun motivo può fare di-chiarazioni e/o emettere comunicati stampa a nome del "PDL di Castellanza" se non i sopraccitati coordinatori.Nonostante tutti gli attacchi e le voci che vengono fatte circolare ad arte da chi è preoccupato dell'operosità e dei successi di questa amministra-zione i nostri sostenitori aumentano di giorno in giorno ed a loro vogliamo sinceramente augurare un fantastico Natale ed un 2010 pieno di soddisfazioni e successi.
Raffaella Radaelli
Emanuele Abruzzo
Popolo della Libertà Castellanza
martedì 15 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Berlusconi: avanti, sereni e sicuri
“Stiamo uscendo dalla crisi, la maggioranza è coesa, il governo funziona e funzionerà benissimo”. Con queste parole, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, apre il suo intervento alla festa per il tesseramento del Popolo della Libertà. Perciò, fa notare, non bisogna creder a chi getta “fango e odio”, a chi fa “catastrofismo”.
Il premier evidenzia: “siamo un partito assolutamente democratico e dobbiamo continuare a esserlo”. E ancora: “Siamo una forza politica democratica non un partito in cui decide una oligarchia, in cui decidono uno o due persone”.
“Pensavamo che una campagna di tesseramento non fosse necessaria - prosegue - perché chiunque vota per noi e ama la libertà è tesserato, ma siccome viviamo in un momento di disinformazione totale” ci abbiamo ripensato.
“Il capo del governo come è descritto dall'opposizione è un mostro”, denuncia Berlusconi che, riferendosi ai giornali, dichiara: “Virgolettano frasi che non mi sono mai sognato di dire e fanno piovere su di me accuse diverse”.
“La tv di Stato – inoltre - con i soldi di tutti, attacca governo e maggioranza, è l'unica tv al mondo che lo fa”.
Il Presidente del Consiglio torna a puntare il dito anche sull’attivismo politico di certa magistratura: “In una democrazia non si può accettare che dei giudici politicizzati possano intervenire sul Parlamento, cercando di influenzarne le decisioni durante l'iter di approvazione delle leggi o cercando di abrogarle, facendo ricorso alla Corte costituzionale, che è costituita da uomini che per la loro storia appartengono alla sinistra”. Secondo il premier queste osservazioni “non sono attacchi violenti, ma semplicemente la fotografia di una situazione preoccupante a cui noi - spiega - dobbiamo reagire”.
Il premier pone l’accento anche sui successi del governo contro la criminalità organizzata: “Questa è l'antimafia dei fatti contro l'antimafia delle calunnie e delle menzogne”.
Berlusconi approfondisce le dinamiche interne alla coalizione, assicurando che “Bossi è un alleato leale a cui siamo legati da amicizia e affetto” e anche per questa ragione “dobbiamo essere sereni e sicuri”.
“Il mio gradimento personale è al 63%, quello del Pdl al 40% e –afferma- vogliamo arrivare oltre il 50% e gli ultimi sondaggi indicano che il gradimento verso il governo tra i cittadini è al 55%”.
“Stiamo lavorando bene –dichiara - e continueremo a farlo. Non ci facciamo spaventare dalle menzogne perché la verità e il bene alla fine vinceranno sempre”.
Quanto all’imminente corsa per le elezioni regionali, Berlusconi annuncia: “il nostro movimento riunirà l'ufficio di presidenza, di cui fanno parte 36 protagonisti che dovrà decidere i nostri candidati alle regionali ma una regione con il consenso pieno della Lega, è sicura. Questa è la Lombardia e il nostro candidato è Roberto Formigoni”.
Quanto alla campagna di tesseramento del Pdl, spiega: “chiamiamo almeno 1 milione dei nostri elettori a lavorare insieme a noi a favore del bene del nostro Paese e degli italiani”. Iscriversi al partito, spiega Berlusconi, servirà anche a ricevere informazioni dirette sull'attività del governo. “Troppo grande - afferma - è la distanza fra quello che il governo fa e quello che il popolo viene a sapere per colpa della disinformazione dei giornali e della tv”.
E conclude: “Il Popolo della Libertà è un baluardo di democrazia”.
Il premier evidenzia: “siamo un partito assolutamente democratico e dobbiamo continuare a esserlo”. E ancora: “Siamo una forza politica democratica non un partito in cui decide una oligarchia, in cui decidono uno o due persone”.
“Pensavamo che una campagna di tesseramento non fosse necessaria - prosegue - perché chiunque vota per noi e ama la libertà è tesserato, ma siccome viviamo in un momento di disinformazione totale” ci abbiamo ripensato.
“Il capo del governo come è descritto dall'opposizione è un mostro”, denuncia Berlusconi che, riferendosi ai giornali, dichiara: “Virgolettano frasi che non mi sono mai sognato di dire e fanno piovere su di me accuse diverse”.
“La tv di Stato – inoltre - con i soldi di tutti, attacca governo e maggioranza, è l'unica tv al mondo che lo fa”.
Il Presidente del Consiglio torna a puntare il dito anche sull’attivismo politico di certa magistratura: “In una democrazia non si può accettare che dei giudici politicizzati possano intervenire sul Parlamento, cercando di influenzarne le decisioni durante l'iter di approvazione delle leggi o cercando di abrogarle, facendo ricorso alla Corte costituzionale, che è costituita da uomini che per la loro storia appartengono alla sinistra”. Secondo il premier queste osservazioni “non sono attacchi violenti, ma semplicemente la fotografia di una situazione preoccupante a cui noi - spiega - dobbiamo reagire”.
Il premier pone l’accento anche sui successi del governo contro la criminalità organizzata: “Questa è l'antimafia dei fatti contro l'antimafia delle calunnie e delle menzogne”.
Berlusconi approfondisce le dinamiche interne alla coalizione, assicurando che “Bossi è un alleato leale a cui siamo legati da amicizia e affetto” e anche per questa ragione “dobbiamo essere sereni e sicuri”.
“Il mio gradimento personale è al 63%, quello del Pdl al 40% e –afferma- vogliamo arrivare oltre il 50% e gli ultimi sondaggi indicano che il gradimento verso il governo tra i cittadini è al 55%”.
“Stiamo lavorando bene –dichiara - e continueremo a farlo. Non ci facciamo spaventare dalle menzogne perché la verità e il bene alla fine vinceranno sempre”.
Quanto all’imminente corsa per le elezioni regionali, Berlusconi annuncia: “il nostro movimento riunirà l'ufficio di presidenza, di cui fanno parte 36 protagonisti che dovrà decidere i nostri candidati alle regionali ma una regione con il consenso pieno della Lega, è sicura. Questa è la Lombardia e il nostro candidato è Roberto Formigoni”.
Quanto alla campagna di tesseramento del Pdl, spiega: “chiamiamo almeno 1 milione dei nostri elettori a lavorare insieme a noi a favore del bene del nostro Paese e degli italiani”. Iscriversi al partito, spiega Berlusconi, servirà anche a ricevere informazioni dirette sull'attività del governo. “Troppo grande - afferma - è la distanza fra quello che il governo fa e quello che il popolo viene a sapere per colpa della disinformazione dei giornali e della tv”.
E conclude: “Il Popolo della Libertà è un baluardo di democrazia”.
domenica 15 novembre 2009
INSIEME
Sono ormai una consuetudine gli attacchi che da tempo si susseguono verso la persona del Sindaco della nostra città: la misura a questo punto è piena!
Come gruppo politico partecipe dell’attuale maggioranza, non possiamo che dare fermo sostegno all’attività del Sindaco e della sua Amministrazione.
Ci permettiamo con umiltà di esprimere il nostro pensiero senza la volontà di offendere nessuno, senza voler dare consigli, senza voler per forza avere ragione: riteniamo però più appropriato contrapporre diversità di vedute sull’amministrazione della città sul piano politico e istituzionale piuttosto che sulla sfera privata e personale. Sarebbe forse più corretto, elegante e decoroso.
Ci permettiamo, con sincero timore reverenziale, di chiedere con quali argomentazioni si può affermare che l’Amministrazione abbia abbandonato la ricerca di una soluzione per i palazzoni di Via San Giulio; con che certezza si parla di pressioni verso gli attuali occupanti dei palazzoni?
Ci permettiamo di domandare come si può valutare la situazione Stazione\Ferrovie Nord focalizzandosi solo sulla fermata “Castellanza” senza considerare il progetto nella sua globalità e quanto realmente si sta conquistando per TUTTA la popolazione castellanzese?
Ci permettiamo di chiedere se non ci siano altri “fatti” che sono stati realmente concretizzati rispetto al programma amministrativo della lista “Farisoglio Sindaco” o sono stati scelti con estrema cura e attenzione chirurgica solo alcuni esempi.
Non è più possibile accettare ed essere indifferenti davanti a gratuiti insulti mediatici; non è più possibile nelle sedute di consiglio comunale tentare di ascoltare deduzioni e congetture “brillanti” e “geniali”, troppo “fini” per noi da comprendere; non è più possibile ricevere “paternali” da chi insulta chiedendo di non essere oggetto di insulti.
Con sincera stima verso la persona del Sindaco, con leale appoggio all’Amministrazione da lui guidata, proseguiamo nella nostra attività politica, disponibili ad amministrare INSIEME a chi, pur nella contrapposizione delle idee, sarà capace senza pregiudiziali di valutare l’operato dell’amministrazione; INSIEME a chi, come noi, vorrà essere a servizio della comunità.
Come gruppo politico partecipe dell’attuale maggioranza, non possiamo che dare fermo sostegno all’attività del Sindaco e della sua Amministrazione.
Ci permettiamo con umiltà di esprimere il nostro pensiero senza la volontà di offendere nessuno, senza voler dare consigli, senza voler per forza avere ragione: riteniamo però più appropriato contrapporre diversità di vedute sull’amministrazione della città sul piano politico e istituzionale piuttosto che sulla sfera privata e personale. Sarebbe forse più corretto, elegante e decoroso.
Ci permettiamo, con sincero timore reverenziale, di chiedere con quali argomentazioni si può affermare che l’Amministrazione abbia abbandonato la ricerca di una soluzione per i palazzoni di Via San Giulio; con che certezza si parla di pressioni verso gli attuali occupanti dei palazzoni?
Ci permettiamo di domandare come si può valutare la situazione Stazione\Ferrovie Nord focalizzandosi solo sulla fermata “Castellanza” senza considerare il progetto nella sua globalità e quanto realmente si sta conquistando per TUTTA la popolazione castellanzese?
Ci permettiamo di chiedere se non ci siano altri “fatti” che sono stati realmente concretizzati rispetto al programma amministrativo della lista “Farisoglio Sindaco” o sono stati scelti con estrema cura e attenzione chirurgica solo alcuni esempi.
Non è più possibile accettare ed essere indifferenti davanti a gratuiti insulti mediatici; non è più possibile nelle sedute di consiglio comunale tentare di ascoltare deduzioni e congetture “brillanti” e “geniali”, troppo “fini” per noi da comprendere; non è più possibile ricevere “paternali” da chi insulta chiedendo di non essere oggetto di insulti.
Con sincera stima verso la persona del Sindaco, con leale appoggio all’Amministrazione da lui guidata, proseguiamo nella nostra attività politica, disponibili ad amministrare INSIEME a chi, pur nella contrapposizione delle idee, sarà capace senza pregiudiziali di valutare l’operato dell’amministrazione; INSIEME a chi, come noi, vorrà essere a servizio della comunità.
mercoledì 4 novembre 2009
Crocifisso/Strasburgo straparla
La corte di Strasburgo che ha imposto all’Italia di bandire il crocifisso dalle aule scolastiche si chiama ufficialmente Corte europea dei diritti dell’uomo. Con un nome così solenne pensavamo che dovesse occuparsi di questioni importanti e soprattutto attinenti alla sua ragione d’essere.
• Per esempio, appunto, le violazioni dei diritti umani e civili là dove ci sono, e siamo sicuri che con la nuova Europa allargata avrebbe parecchio da lavorare.
• Un buon campo d’azione potrebbe essere, per esempio, quello dei bambini sfruttati da clandestini di ogni specie agli angoli delle strade di ogni città europea, mandati a fare i lavavetri o i ladri.
• Oppure di ricorsi alla giustizia, specie civile, nei quali un privato cittadino attende interi decenni prima di ottenere una giusta sentenza.
• O delle cause di lavoro, dove chi fa il furbo e ha i soldi riesce quasi sempre a piegare il più debole.
• O degli scandalosi ritardi con i quali in quasi tutti gli angoli del nostro continente si pagano lavori regolarmente fatturati.
Insomma, non ne mancherebbe di lavoro per la Corte di Strasburgo. Invece ieri questi giudici hanno preferito esibirsi su un altro tema, sollevato da due privati cittadini italiani, due genitori (lei una finlandese), che sostengono che il crocifisso nelle scuole limita i loro diritti individuali. La Corte ha appunto dato loro ragione affermando che il crocifisso “limita il diritto dei genitori di educare i figli in conformità con le proprie convinzioni”, nonché “il diritto dei bambini di credere o non credere”. È evidente che il diritto dei genitori di educare i figli “in conformità con le proprie convinzioni” cozza contro il diritto dei figli di maturare liberamente delle convinzioni proprie, che non necessariamente devono essere quelle di papà e mamma. Mentre quanto al “credere e non credere” non risulta che la fede in Italia, così come in ogni parte del mondo – tranne che nei regimi fondamentalisti – venga inculcata dalla scuola – dove l’ora di religione è libera – e dipenda dai simboli che si vedono un po’ ovunque.
Per fare un esempio: l’Union Jack, la bandiera britannica, contiene non una ma ben tre croci: quella di San Giorgio, dell’Inghilterra; quella di Sant’Andrea, della Scozia; e quella di San Patrizio, dell’Irlanda. Forse ne deriva una danno alle libere convinzioni dei cittadini britannici? Non ci pare proprio: anche perché gli scozzesi sono cattolici, gli inglesi protestanti.
La bandiera portoghese ha al proprio interno uno scudo che incorpora altri scudi. I cinque centrali rappresentano cinque re moreschi sconfitti in battaglia nel 1200. Si può dire che il Portogallo inciti al razzismo e che i suoi cittadini si sentano obbligati a sottomettere ogni moresco che incontrano? Ancora più celebre è la bandiera spagnola, con il grande stemma affiancato da due colonne. Lo stemma è composto da quelli di Castiglia, Leon, Aragona, Navarra e Granada; le colonne rappresentano le Colonne d’Ercole perché la Spagna era convita di rappresentare la fine del mondo civile. Questo non impedì agli spagnoli di finanziare la scoperta dell’America, così come tanta tradizione nobiliare non impedisce alla Spagna di avere un governo socialista.
La Marsigliese, l’inno nazionale della Francia, è tutto un invito a difendere con il sangue la Patria contro i perfidi e incivili stranieri. La Corte di Strasburgo ha intenzione di imporre a Parigi di sostituirlo con qualcosa di più politicamente coretto? Anche il nostro inno contiene la famosa strofa che se la prende con “austriaci e cosacchi” e ci dichiara tutti “schiavi di Roma”. Ci accuseranno di voler dichiarare guerra a Mosca e Vienna, oltre che di schiavismo?
Potremmo finirla qui perché l’elenco sarebbe davvero lungo. Banalmente si potrebbe dire che i giudici di Strasburgo confondono tradizione e religione. Ignorano che un simbolo religioso può diventare un simbolo identitario, o anche solo tradizionale. Dovremo abolire la Croce rossa? E fortuna che la Svizzera non fa parte dell’Unione europea (anche se la Corte di Strasburgo non è formalmente un’istituzione comunitaria). Però attenzione:la Grecia invece nell’Ue ci sta eccome, e la sua bandiera contiene la croce ortodossa. E non si possono dimenticare i tre paesi scandinavi dell’Unione – Svezia, Danimarca e Finlandia – che hanno tutti bandiera con la croce. Mentre croci sospette campeggiano sulle bandiere della Slovacchia e di Malta.
Se la sentenza della Corte venisse applicata in maniera letterale, dovremmo buttar fuori la croce e simboli simili non solo dalle aule scolastiche, ma anche dagli edifici pubblici, dai castelli, e perché no dai camposanti. Per dirne un paio, dalla facciata di Buckingham Palace e da quella del Louvre. Provate a dirlo agli inglesi ed ai francesi. I primi, oltretutto, devono modificare al più presto anche l’inno: “God save the Queen” è proprio in contrasto con la libertà “di credere e non credere”. Che la regina o il re si salvino da soli, oppure facciano ricorso alla Corte. Noi dovremmo più banalmente modificare il Quirinale, il Campidoglio, il municipio di Milano. Via anche la croce del Colosseo. La maglia del Parma va bandita, e pure quella da trasferta dell’Inter. Gli stemmi di Roma e Lazio ci appaiono a rischio: lupa ed aquila sono simboli imperiali, o almeno possono creare problemi con gli animalisti.
Solo parole in libertà? Mica tanto.
• La sentenza di Strasburgo è esecutiva, l’Italia è obbligata a fare ricorso (cosa che il governo ha già promosso). Insomma, si perdono tempo e soldi dei cittadini. Ciò che forse è ancora più grave, sono le ripercussioni che la questione sta avendo in molti commenti.
Al di là della compattezza politica di maggioranza e opposizione, ecco l’inno alla Corte di Strasburgo intonato su Repubblica da Stefano Rodotà: “L’Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta”. Sulla Stampa gli dà man forte Michele Ainis: “Si può subito osservare che nessuna legge impone il crocifisso nelle scuole. La sentenza ci libera finalmente da un equivoco che ci portiamo dietro da 70 anni”.
Da queste opinioni, se non sono in mala fede, traspare una tentazione pericolosa, presente da sempre in una certa parte delle élite intellettuali: la volontà del popolo, i suoi usi e le sue tradizioni, non contano nulla. È ammesso solo ciò che prescrive e prevede la legge (non il contrario: non è ammesso solo ciò che è proibito dalla legge, il dogma delle società liberali). E se non bastasse la legge italiana, bisogna ricorrere ad una legge sovranazionale.
• In nome di un egualitarismo di facciata si passa sopra alla sovranità popolare. E contro questa sovranità si invocano organismi burocratici nominati non si sa da chi ma che si autoinvestono del diritto di intervenire nella nostra libertà. Ed in nome del rispetto delle opinioni individuali si incoraggia di fatto l’intolleranza, il laicismo (cosa ben diversa dalla laicità), il prevalere delle opinioni di pochi su quelle di tutti. Bell’idea di democrazia.
• Per esempio, appunto, le violazioni dei diritti umani e civili là dove ci sono, e siamo sicuri che con la nuova Europa allargata avrebbe parecchio da lavorare.
• Un buon campo d’azione potrebbe essere, per esempio, quello dei bambini sfruttati da clandestini di ogni specie agli angoli delle strade di ogni città europea, mandati a fare i lavavetri o i ladri.
• Oppure di ricorsi alla giustizia, specie civile, nei quali un privato cittadino attende interi decenni prima di ottenere una giusta sentenza.
• O delle cause di lavoro, dove chi fa il furbo e ha i soldi riesce quasi sempre a piegare il più debole.
• O degli scandalosi ritardi con i quali in quasi tutti gli angoli del nostro continente si pagano lavori regolarmente fatturati.
Insomma, non ne mancherebbe di lavoro per la Corte di Strasburgo. Invece ieri questi giudici hanno preferito esibirsi su un altro tema, sollevato da due privati cittadini italiani, due genitori (lei una finlandese), che sostengono che il crocifisso nelle scuole limita i loro diritti individuali. La Corte ha appunto dato loro ragione affermando che il crocifisso “limita il diritto dei genitori di educare i figli in conformità con le proprie convinzioni”, nonché “il diritto dei bambini di credere o non credere”. È evidente che il diritto dei genitori di educare i figli “in conformità con le proprie convinzioni” cozza contro il diritto dei figli di maturare liberamente delle convinzioni proprie, che non necessariamente devono essere quelle di papà e mamma. Mentre quanto al “credere e non credere” non risulta che la fede in Italia, così come in ogni parte del mondo – tranne che nei regimi fondamentalisti – venga inculcata dalla scuola – dove l’ora di religione è libera – e dipenda dai simboli che si vedono un po’ ovunque.
Per fare un esempio: l’Union Jack, la bandiera britannica, contiene non una ma ben tre croci: quella di San Giorgio, dell’Inghilterra; quella di Sant’Andrea, della Scozia; e quella di San Patrizio, dell’Irlanda. Forse ne deriva una danno alle libere convinzioni dei cittadini britannici? Non ci pare proprio: anche perché gli scozzesi sono cattolici, gli inglesi protestanti.
La bandiera portoghese ha al proprio interno uno scudo che incorpora altri scudi. I cinque centrali rappresentano cinque re moreschi sconfitti in battaglia nel 1200. Si può dire che il Portogallo inciti al razzismo e che i suoi cittadini si sentano obbligati a sottomettere ogni moresco che incontrano? Ancora più celebre è la bandiera spagnola, con il grande stemma affiancato da due colonne. Lo stemma è composto da quelli di Castiglia, Leon, Aragona, Navarra e Granada; le colonne rappresentano le Colonne d’Ercole perché la Spagna era convita di rappresentare la fine del mondo civile. Questo non impedì agli spagnoli di finanziare la scoperta dell’America, così come tanta tradizione nobiliare non impedisce alla Spagna di avere un governo socialista.
La Marsigliese, l’inno nazionale della Francia, è tutto un invito a difendere con il sangue la Patria contro i perfidi e incivili stranieri. La Corte di Strasburgo ha intenzione di imporre a Parigi di sostituirlo con qualcosa di più politicamente coretto? Anche il nostro inno contiene la famosa strofa che se la prende con “austriaci e cosacchi” e ci dichiara tutti “schiavi di Roma”. Ci accuseranno di voler dichiarare guerra a Mosca e Vienna, oltre che di schiavismo?
Potremmo finirla qui perché l’elenco sarebbe davvero lungo. Banalmente si potrebbe dire che i giudici di Strasburgo confondono tradizione e religione. Ignorano che un simbolo religioso può diventare un simbolo identitario, o anche solo tradizionale. Dovremo abolire la Croce rossa? E fortuna che la Svizzera non fa parte dell’Unione europea (anche se la Corte di Strasburgo non è formalmente un’istituzione comunitaria). Però attenzione:la Grecia invece nell’Ue ci sta eccome, e la sua bandiera contiene la croce ortodossa. E non si possono dimenticare i tre paesi scandinavi dell’Unione – Svezia, Danimarca e Finlandia – che hanno tutti bandiera con la croce. Mentre croci sospette campeggiano sulle bandiere della Slovacchia e di Malta.
Se la sentenza della Corte venisse applicata in maniera letterale, dovremmo buttar fuori la croce e simboli simili non solo dalle aule scolastiche, ma anche dagli edifici pubblici, dai castelli, e perché no dai camposanti. Per dirne un paio, dalla facciata di Buckingham Palace e da quella del Louvre. Provate a dirlo agli inglesi ed ai francesi. I primi, oltretutto, devono modificare al più presto anche l’inno: “God save the Queen” è proprio in contrasto con la libertà “di credere e non credere”. Che la regina o il re si salvino da soli, oppure facciano ricorso alla Corte. Noi dovremmo più banalmente modificare il Quirinale, il Campidoglio, il municipio di Milano. Via anche la croce del Colosseo. La maglia del Parma va bandita, e pure quella da trasferta dell’Inter. Gli stemmi di Roma e Lazio ci appaiono a rischio: lupa ed aquila sono simboli imperiali, o almeno possono creare problemi con gli animalisti.
Solo parole in libertà? Mica tanto.
• La sentenza di Strasburgo è esecutiva, l’Italia è obbligata a fare ricorso (cosa che il governo ha già promosso). Insomma, si perdono tempo e soldi dei cittadini. Ciò che forse è ancora più grave, sono le ripercussioni che la questione sta avendo in molti commenti.
Al di là della compattezza politica di maggioranza e opposizione, ecco l’inno alla Corte di Strasburgo intonato su Repubblica da Stefano Rodotà: “L’Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta”. Sulla Stampa gli dà man forte Michele Ainis: “Si può subito osservare che nessuna legge impone il crocifisso nelle scuole. La sentenza ci libera finalmente da un equivoco che ci portiamo dietro da 70 anni”.
Da queste opinioni, se non sono in mala fede, traspare una tentazione pericolosa, presente da sempre in una certa parte delle élite intellettuali: la volontà del popolo, i suoi usi e le sue tradizioni, non contano nulla. È ammesso solo ciò che prescrive e prevede la legge (non il contrario: non è ammesso solo ciò che è proibito dalla legge, il dogma delle società liberali). E se non bastasse la legge italiana, bisogna ricorrere ad una legge sovranazionale.
• In nome di un egualitarismo di facciata si passa sopra alla sovranità popolare. E contro questa sovranità si invocano organismi burocratici nominati non si sa da chi ma che si autoinvestono del diritto di intervenire nella nostra libertà. Ed in nome del rispetto delle opinioni individuali si incoraggia di fatto l’intolleranza, il laicismo (cosa ben diversa dalla laicità), il prevalere delle opinioni di pochi su quelle di tutti. Bell’idea di democrazia.
venerdì 16 ottobre 2009
DEMOCRAZIA
Proponiamo alcuni articoli di testate giornalistiche on-line come spunto di riflessione per la situazione politica nazionale.
Lodo Mondadori: CSM promuove giudice
TGCom
Il Giornale
Modena: Giovane del PD auspica pallottola per Berlusconi su Faceboook
Libero
Lodo Mondadori: CSM promuove giudice
TGCom
Il Giornale
Modena: Giovane del PD auspica pallottola per Berlusconi su Faceboook
Libero
martedì 13 ottobre 2009
Berlusconi: non ci sarà un altro ‘94
“Porteremo a termine il mandato che ci hanno affidato gli elettori. Cercano di fare come nel ‘94, ma non ci riusciranno”. Lo ha assicurato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi dal palco del Palatedeschi di Benevento, dove ha chiuso la Festa della libertà.
Il premier denuncia lo “spirito anti italiano” da parte di molti giornali stranieri che gettano fango sul Presidente del Consiglio e quindi sull’Italia e perfino sui nostri prodotti all'estero “proprio quando invece bisognerebbe dare dell'Italia un'immagine bella, forte e pura e non certo inquinata da tutto ciò che si dice sulla stampa in queste ultime settimane”. Berlusconi annuncia l’esito degli ultimi sondaggi che gli attribuiscono un gradimento del 68%: da parte di “un'Italia vera, buona, generosa e audace che si manifesta con spirito di abnegazione, a partire dal miracolo in Abruzzo”.
Quanto ai prossimi obiettivi, annuncia: “Andiamo avanti con la riforma della giustizia, a partire dalla separazione dei pm dai giudici”. E assicura: “Dobbiamo trovare il modo di riportare il nostro Paese sulla strada di una vera e compiuta democrazia e libertà, dando la possibilità e l'assoluta certezza ai cittadini di eleggere coloro da cui vogliono essere governati e consentire così di governare il Paese per una intera legislatura”. Il Presidente del Consiglio parla anche della Corte Costituzionale che, sottolinea, è “composta da 11 giudici di sinistra” e, assicura, “una situazione del genere” non si ripeterà mai più.
“In moltissime democrazie - spiega - non c’è bisogno della norma contenuta nel Lodo Alfano, perchè in Francia e in Inghilterra i pm non sono autonomi e indipendenti nel più alto arbitrio ma sono sottoposti al ministro della Giustizia e all'esecutivo”.
Il Presidente del Consiglio ricorda lo scenario politico del 1993, quando “l'intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti i protagonisti di quei partiti furono costretti a lasciare, qualcuno anche l'Italia” e quello del 1994, quando, premier al primo mandato, fu costretto a dimettersi dopo un avviso di garanzia recapitato quasi a mezzo stampa.“Stanno cercando ora di fare la stessa cosa ma state sereni che non accadrà”. Perché, rispetto ad allora, oggi di diverso “c'è il fatto che abbiamo il consenso del 68% degli italiani e il fatto che abbiamo il Popolo della libertà: insomma di diverso ci siamo noi”.
Berlusconi affronta anche il tema delle intercettazioni: “In una democrazia, la privacy e la riservatezza sono un bene primario di ogni cittadino. In Italia questo diritto non è tutelato, anzi è quasi calpestato e le intercettazioni sono una patologia tutta nostra. Per questo motivo -conferma- stiamo lavorando ad una riforma con la quale permetteremo le intercettazioni solo in presenza di reati gravi”.
Poi annuncia anche un piano “per realizzare in meno di due anni prigioni civili per 20 mila posti, così torneremo ad essere un Paese civile”. E fa partire un’altra stoccata verso i giudici: “Quando il premier si rivolge alla magistratura perchè gli hanno dato del ‘buffone’ la magistratura dice che è stata una goliardata. Anche per questo occorre chiarire i rapporti tra i giudici e le istituzioni”.
Berlusconi ribadisce la gravità della campagna diffamatoria contro di lui, in cui “c’è anche il ritorno ad un possibile coinvolgimento a fatti di mafia di venti e passa anni fa, con una perdita di immagine all'estero attraverso l'imbeccamento di tutti i giornali internazionali”. Eppure, evidenzia, “nessun governo nella storia della Repubblica italiana ha mai fatto tanto come questo nel contrasto alla mafia. Ho detto a Maroni che passerà alla storia se sconfiggerà quella patologia dell'Italia che ci perseguita da sempre”.
Molto approfondito il passaggio che riguarda la recente pronuncia del tribunale di Milano sul Lodo Mondadori: “L'editore di giornali come Repubblica e L’Espresso ha aperto una campagna di attacco al premier, magari nella consapevolezza di avere un’azione civile in corso, affidata ad un giudice del quale se ne sentiranno venire fuori delle belle. Pensava di indebolire il premier con una character assassination in pieno svolgimento ancora adesso”.
Da qui, il riferimento al Pd: “Ci troviamo di fronte a un’opposizione che non si sa più che cosa sia. Di certo non corrisponde al suo nome, Partito democratico. Non credono nei valori della democrazia né credono che i cittadini possano indicare coloro che devono governare. Pensano che il popolo sia un bue narcotizzato dalle tv e che il governo debba essere portato avanti dall'elite. È un partito che vide come leader outsider e carismatico l'editore di giornali come Repubblica e L’Espresso”. Insomma, “sono ancora i vecchi comunisti di sempre”.
Infine Berlusconi parla anche della svolta verso nuove fonti energetiche e di come è stata gestita l’emergenza rifiuti in Campania, criticando gli ambientalisti: “Dobbiamo dire grazie agli ecologisti ossessivi della sinistra che hanno voluto che si distruggesse qualunque possibilità di andare avanti con l'energia nucleare”.
E conclude ricordando che “l'emergenza a Napoli e provincia è stata risolta anche grazie all'entrata in funzione dell'inceneritore di Acerra”.
Il premier denuncia lo “spirito anti italiano” da parte di molti giornali stranieri che gettano fango sul Presidente del Consiglio e quindi sull’Italia e perfino sui nostri prodotti all'estero “proprio quando invece bisognerebbe dare dell'Italia un'immagine bella, forte e pura e non certo inquinata da tutto ciò che si dice sulla stampa in queste ultime settimane”. Berlusconi annuncia l’esito degli ultimi sondaggi che gli attribuiscono un gradimento del 68%: da parte di “un'Italia vera, buona, generosa e audace che si manifesta con spirito di abnegazione, a partire dal miracolo in Abruzzo”.
Quanto ai prossimi obiettivi, annuncia: “Andiamo avanti con la riforma della giustizia, a partire dalla separazione dei pm dai giudici”. E assicura: “Dobbiamo trovare il modo di riportare il nostro Paese sulla strada di una vera e compiuta democrazia e libertà, dando la possibilità e l'assoluta certezza ai cittadini di eleggere coloro da cui vogliono essere governati e consentire così di governare il Paese per una intera legislatura”. Il Presidente del Consiglio parla anche della Corte Costituzionale che, sottolinea, è “composta da 11 giudici di sinistra” e, assicura, “una situazione del genere” non si ripeterà mai più.
“In moltissime democrazie - spiega - non c’è bisogno della norma contenuta nel Lodo Alfano, perchè in Francia e in Inghilterra i pm non sono autonomi e indipendenti nel più alto arbitrio ma sono sottoposti al ministro della Giustizia e all'esecutivo”.
Il Presidente del Consiglio ricorda lo scenario politico del 1993, quando “l'intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti i protagonisti di quei partiti furono costretti a lasciare, qualcuno anche l'Italia” e quello del 1994, quando, premier al primo mandato, fu costretto a dimettersi dopo un avviso di garanzia recapitato quasi a mezzo stampa.“Stanno cercando ora di fare la stessa cosa ma state sereni che non accadrà”. Perché, rispetto ad allora, oggi di diverso “c'è il fatto che abbiamo il consenso del 68% degli italiani e il fatto che abbiamo il Popolo della libertà: insomma di diverso ci siamo noi”.
Berlusconi affronta anche il tema delle intercettazioni: “In una democrazia, la privacy e la riservatezza sono un bene primario di ogni cittadino. In Italia questo diritto non è tutelato, anzi è quasi calpestato e le intercettazioni sono una patologia tutta nostra. Per questo motivo -conferma- stiamo lavorando ad una riforma con la quale permetteremo le intercettazioni solo in presenza di reati gravi”.
Poi annuncia anche un piano “per realizzare in meno di due anni prigioni civili per 20 mila posti, così torneremo ad essere un Paese civile”. E fa partire un’altra stoccata verso i giudici: “Quando il premier si rivolge alla magistratura perchè gli hanno dato del ‘buffone’ la magistratura dice che è stata una goliardata. Anche per questo occorre chiarire i rapporti tra i giudici e le istituzioni”.
Berlusconi ribadisce la gravità della campagna diffamatoria contro di lui, in cui “c’è anche il ritorno ad un possibile coinvolgimento a fatti di mafia di venti e passa anni fa, con una perdita di immagine all'estero attraverso l'imbeccamento di tutti i giornali internazionali”. Eppure, evidenzia, “nessun governo nella storia della Repubblica italiana ha mai fatto tanto come questo nel contrasto alla mafia. Ho detto a Maroni che passerà alla storia se sconfiggerà quella patologia dell'Italia che ci perseguita da sempre”.
Molto approfondito il passaggio che riguarda la recente pronuncia del tribunale di Milano sul Lodo Mondadori: “L'editore di giornali come Repubblica e L’Espresso ha aperto una campagna di attacco al premier, magari nella consapevolezza di avere un’azione civile in corso, affidata ad un giudice del quale se ne sentiranno venire fuori delle belle. Pensava di indebolire il premier con una character assassination in pieno svolgimento ancora adesso”.
Da qui, il riferimento al Pd: “Ci troviamo di fronte a un’opposizione che non si sa più che cosa sia. Di certo non corrisponde al suo nome, Partito democratico. Non credono nei valori della democrazia né credono che i cittadini possano indicare coloro che devono governare. Pensano che il popolo sia un bue narcotizzato dalle tv e che il governo debba essere portato avanti dall'elite. È un partito che vide come leader outsider e carismatico l'editore di giornali come Repubblica e L’Espresso”. Insomma, “sono ancora i vecchi comunisti di sempre”.
Infine Berlusconi parla anche della svolta verso nuove fonti energetiche e di come è stata gestita l’emergenza rifiuti in Campania, criticando gli ambientalisti: “Dobbiamo dire grazie agli ecologisti ossessivi della sinistra che hanno voluto che si distruggesse qualunque possibilità di andare avanti con l'energia nucleare”.
E conclude ricordando che “l'emergenza a Napoli e provincia è stata risolta anche grazie all'entrata in funzione dell'inceneritore di Acerra”.
giovedì 8 ottobre 2009
Bonaiuti: libertà di stampa a rischio? È una buffonata
Sostenere che in Italia c'è un allarme per la libertà di stampa rappresenta “una discussione ridicola”: lo dimostra la puntata di ieri sera di AnnoZero, “tutta mirata contro il governo e il presidente Berlusconi”, ma anche il fatto che “tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra”. È quanto afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, on. Paolo Bonaiuti, ospite di Radio anch'io, nel corso di una puntata dedicata ai temi dell'informazione. “Qualcuno – chiede - per caso è intervenuto in toni censori contro Santoro, che ha fatto una trasmissione tutta costruita attraverso il buco della serratura o il gossip?”.
Sul parere dell'ufficio legale della Rai riguardante la presenza di Patrizia D’Addario ad AnnoZero, il sottosegretario osserva: “Si tratta di opportune verifiche che i dirigenti della tv pubblica ritengono giusto fare ma poi il programma è andato in onda regolarissimamente”. Dunque non bisogna fare del presentatore un martire “perché non merita di avere l'aureola”.
Ma il punto fondamentale “è capire cosa sia il servizio pubblico, se deve ottemperare alle necessità e alle richieste di tutti o se deve essere mirato specificamente contro una parte. Non vorrei che la sinistra intendesse il servizio pubblico come uno strumento di propaganda contro l'avversario politico”.
Bonaiuti fa notare che “tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra: basta fare zapping da un canale all'altro. Non c'è un solo programma della tv commerciale e della tv pubblica orientato contro l'opposizione. E poi si fa finta di ignorare il referendum del '95 con cui la maggioranza degli italiani si è espressa a favore della prosecuzione della tv commerciale così come è”. Il sottosegretario si sofferma anche sull’ iniziativa di piazza a difesa della libertà di stampa: “Quando si parla di una manifestazione e si adduce come giustificazione che ‘tira un brutto vento’ già si toglie legittimità” a quella protesta. “Le manifestazioni si fanno su cose concrete come gli stipendi”.
“Ho di fronte a me - continua - una ventina di giornali, ma ne potrei avere molti di più, e sfido qualunque malpensante, leggendo la titolazione e i commenti, a trovare un solo elemento che indichi la mancanza di libertà di stampa. Ci sono commenti e titoli uno diverso dall'altro; i principali quotidiani indipendenti, che prevalgono come diffusione, presentano una visione certo non favorevole al governo. Inoltre chi sostiene questa mancanza di libertà di stampa” rimarca il sottosegretario, “bastava che guardasse AnnoZero”. E ancora: “Non si capisce come mai la sinistra si scateni a favore della libertà di stampa che non è minimamente sotto assedio. Non c'è alcuna cappa di piombo. È qualche cosa alla Helzapoppin –conclude Bonaiuti - una sorta di buffonata”.
Sul parere dell'ufficio legale della Rai riguardante la presenza di Patrizia D’Addario ad AnnoZero, il sottosegretario osserva: “Si tratta di opportune verifiche che i dirigenti della tv pubblica ritengono giusto fare ma poi il programma è andato in onda regolarissimamente”. Dunque non bisogna fare del presentatore un martire “perché non merita di avere l'aureola”.
Ma il punto fondamentale “è capire cosa sia il servizio pubblico, se deve ottemperare alle necessità e alle richieste di tutti o se deve essere mirato specificamente contro una parte. Non vorrei che la sinistra intendesse il servizio pubblico come uno strumento di propaganda contro l'avversario politico”.
Bonaiuti fa notare che “tutti i talk show politici sono orientati a favore della sinistra: basta fare zapping da un canale all'altro. Non c'è un solo programma della tv commerciale e della tv pubblica orientato contro l'opposizione. E poi si fa finta di ignorare il referendum del '95 con cui la maggioranza degli italiani si è espressa a favore della prosecuzione della tv commerciale così come è”. Il sottosegretario si sofferma anche sull’ iniziativa di piazza a difesa della libertà di stampa: “Quando si parla di una manifestazione e si adduce come giustificazione che ‘tira un brutto vento’ già si toglie legittimità” a quella protesta. “Le manifestazioni si fanno su cose concrete come gli stipendi”.
“Ho di fronte a me - continua - una ventina di giornali, ma ne potrei avere molti di più, e sfido qualunque malpensante, leggendo la titolazione e i commenti, a trovare un solo elemento che indichi la mancanza di libertà di stampa. Ci sono commenti e titoli uno diverso dall'altro; i principali quotidiani indipendenti, che prevalgono come diffusione, presentano una visione certo non favorevole al governo. Inoltre chi sostiene questa mancanza di libertà di stampa” rimarca il sottosegretario, “bastava che guardasse AnnoZero”. E ancora: “Non si capisce come mai la sinistra si scateni a favore della libertà di stampa che non è minimamente sotto assedio. Non c'è alcuna cappa di piombo. È qualche cosa alla Helzapoppin –conclude Bonaiuti - una sorta di buffonata”.
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